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ancora sulla scuola

Mi trovo nella favorevole posizione di conoscere la scuola come ex studentessa, poi madre e insegnante e sulla base di questo, argomento e inizio cercando di rispondere a tre domande, provateci anche voi:


Com'era la nostra scuola?

Cosa abbiamo cercato di insegnare ai nostri figli?

Che società vorremmo che uscisse dal sistema dell'istruzione?


La mia scuola è stata formativa, ordinata, sempre rispettosa e rispettabile. Le conoscenze erano trasmesse in modo progressivo dalle elementari, alle medie, alle superiori, all'Università.


A mio figlio ho cercato di inculcare l'amore per la conoscenza che può derivare solo dallo studio e dall'applicazione seria alla scuola.


Il sistema dell'istruzione dovrebbe alfabetizzare, formare il senso civico, far amare la conoscenza fino a licenziare individui responsabili (maturi), in grado di autodeterminarsi. Il tutto con criteri di progressività consentendo. a chi non vuole andare avanti su un percorso, di fermarsi, cambiare indirizzo o scegliere la formazione professionale.


Oggi in Italia la scuola è un luogo in cui i ragazzi vanno per prendere comunque un diploma e socializzare. Non ha nessuna credibilità come agenzia formativa per una serie di buone ragioni che sono andate sommandosi nel corso degli anni ed a causa delle varie riforme abbozzate, riprese, interrotte e pasticciate.


I programmi delle elementari sono ipertrofici e questo è l'effetto e non la causa della presenza dei tre maestri. Sembra sia stata offerta, a seguito delle rivendicazioni, la possibilità di consentire alle famiglie di scegliere tra il maestro unico e l'attuale sistema. Io sono per il maestro unico perché è pedagogicamente migliore. Ma si potrebbe discutere. Non mi sembra discutibile il fatto che la creazione del modulo a 3 sia dipesa dalla volontà di inserire il maggior numero possibile di dipendenti nella scuola.


Alle medie si finisce per ripetere quanto fatto alle elementari perché non sarebbe possibile ampliare ulteriormente e i ragazzi stanno in stand by fino alle superiori tra l'annoiato e l'abulico. Alle superiori finalmente si arriva con qualche riminiscenza delle elementari non sufficiente ad affrontare il nuovo corso di studi, privi di letture, senza conoscenze consolidate e bisogna ricominciare da capo.


I ragazzi, che non hanno vocabolario ma hanno neuroni freschi e agili, capiscono di stare in un contesto in cui possono esercitare solo diritti perché gli adulti si sono fatti fregare dalle loro necessità: di posti di lavoro, di facilitazioni e privilegi per alcuni, di comode soluzioni per altri.


Condivido pienamente la scelta di ridurre le ore di scuola per i ragazzi che attualmente trascorrono 36 ore/settimana nel banco diventando isterici nell'estenuante ricerca della scusa per uscire di classe.

Condivido in modo assoluto la reintroduzione del voto di condotta tra quelli che fanno media.

Condivido l'attribuzione dei voti numerici in tutti gli ordini di scuola perché sono più chiari e soprattutto non sono mai offensivi perché non danno luogo a interpretazione.

Auspico la reintroduzione senza se e senza ma dell'esame di settembre anch'esso chiaro e risolutivo.


Concludo che il sistema di reclutamento degli insegnanti è antitetico con l'importante funzione che questi sono chiamati a svolgere. Dovrebbe essere premiato il merito in base alla qualità del prodotto finale senza automatismi.

Auspico che gli insegnanti lavorino a contratto come gli altri professionisti e siano poi meglio pagati, esercitino la giusta autorevolezza, non possano essere annoverati tra gli assistiti e non siano 'costretti' ad entrare nella scuola perché non c'è altro da fare...


Quelli che sono doverosi (perché le nostre finanze sono al disastro)tagli di risorse devono andare in questo verso, deve invece essere garantita con assoluta priorità la sicurezza dei luoghi perché è evidente che il crollo del soffitto e la morte dello studente nella scuola di Torino sono del tutto inaccettabili come tutte le altre tragedie verificatesi negli anni anche recenti.

Le scuole devono essere luoghi sicuri e gli insegnanti devono essere preparati, professionali e quindi autorevoli.


Aggiungo e chiudo che nel corso delle ultime due settimane ho riscontrato un netta ricollocazione da parte di molti colleghi che nell'immediato avevano mostrato un rifiuto netto dell'intervento del Governo. Molti, pur mantenendo doverosamente viva l'attenzione sul tema si sono resi conto che il riordino che si va profilando va nel verso giusto che è quello della razionalizzazione. Ho sentito venire da sinistra più volte anche in assemblee pubbliche locali, la censura a questo termine: razionalizzazione. Secondo loro razionalizzazione vuol solo dire tagli invece vuol dire agire secondo ragione riportandone dove manca ed è mancata per le ragioni più svariate mai per il bene della formazione e dell'istruzione.

Pubblicato il 30/11/2008 alle 18.27 nella rubrica Diario.

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